Dopo S.Camillo de Lellis, S.Riccardo Pampuri ed il beato P.Pio da Pietrelcina, un altro “Aiutante di Sanità” è venuto ad arricchire le glorie del Corpo della sanità Militare.

Il giorno 3 settembre 2000, infatti, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha proclamato beato Giovanni XXIII, il “Papa della bontà”, che durante il primo conflitto mondiale fu chiamato a vestire la divisa militare con il grado di Sergente di Sanità.

Nel suo diario si legge:”domenica 24 maggio 1915 partirò per il servizio militare in Sanità”. A questo punto il saggio giovane sacerdote si pone le seguenti domande:

“Dove mi manderanno ? Forse sul fronte nemico ? Tornerò a Bergamo, oppure il Signore mi ha preparato la mia ultima ora nel campo di battaglia?”.

Come facilmente si può evincere da ciò che egli scrive nel suo diario è presente una certa quota d’ansia di stato, che è legittima, considerando il contesto sociale del momento, però affiora subito una grande rassegnazione alla volontà del Signore della vita.

Il Sergente di Sanità Angelo Giuseppe Roncalli fu preso in forza dal “Servizio Sanitario dell’Esercito Italiano” ed impiegato al fronte negli Ospedali Militari, dal 1915 al 1916, assistendo alla “inutile strage2 e facendo tesoro dei messaggi di pace del Papa Benedetto XV.

Al termine della prima guerra mondiale fondò la “Casa del Soldato” occupandosi delle ricerche e delle notizie dei militari dispersi: un altro suo gesto squisitamente umano, che ha evidenziato in modo pregnante la sua struttura di personalità ed il suo modo di essere cristiano, sacerdote e Papa.

Giovanni XXIII, figlio di contadini, seppe conquistare tutti con la sua semplicità, la sua bontà, la sua umanità e la sua fede in Cristo morto e risorto.

 

 

                                                                                                                      Magg.med.dott. Carmine Goglia