ALDO MASSAGLIA

scopritore dell’insulina

Anche se nella storia della medicina l’invenzione dell’insulina è ufficialmente attribuita a Frederick Banting e Charles Best, due ricercatori di Toronto, in realtà il primo ad individuare una valida terapia a base di estratti del pancreas per combattere il diabete fu un illustre medico di Cocconato d’Asti, Aldo Massaglia, ricordato in una lapide in sua memoria posta nel 1935 sulla facciata della casa di riposo Serra e tuttora esistente.

Nato nel 1876 a Montesarchio, vicino a Benevento, dai cocconatesi Emilio Massaglia, ricevitore del Registro, ed Enrichetta Valle, conseguì nel 1901 la laurea in medicina; fu quindi assistente dei professori Silva e Perroncito (nativo di Viale, e luminare nella scienza batteriologica).

Dopo aver pubblicato nel 1904 una ricerca sulla actinomicosi, malattia dei bovini trasmissibile all’uomo, l’anno dopo si trasferì a Parigi, approfondendo all’Istituto Pasteur, con il professor Lavern, studi istologici e sul tripanosoma, parassita all’epoca assai frequente nei paesi caldi.

Dopo aver rinunciato alla carica di direttore dell’ospedale di Novara per continuare gli studi di batteriologia, fu assistente del prof. Vassale a Padova e nel 1909 conseguì la libera docenza in patologia generale.

L’anno successivo si recò nell’Italia meridionale per combattere il colera e per i meriti acquisiti gli fu conferita una medaglia d’argento. Nel 1912 prestò la sua opera in Libia come direttore dell’Ospedale di Guerra della Croce Rossa.

Successivamente compì importanti studi sull’ittero infettivo e sul diabete mellito: scoprì che questa malattia era attribuibile ad una lesione delle isole di Langerhans nel pancreas ed individuò una valida terapia a base di estratti di quest’organo. Per questi studi ottenne prestigiosi riconoscimenti in Francia e negli Stati Uniti.

Durante la Grande Guerra il tenente colonnello Massaglia fu direttore dell’ospedale da campo della Terza Armata e comandante di una sessione di fanteria della Sanità. Nella ritirata di Caporetto fu in prima linea nell’organizzare il soccorso ai feriti, meritando una medaglia d’argento.

Terminato il conflitto, il Massaglia riprese i suoi studi in America, vincendo nel 1921 la cattedra di patologia e batteriologia all’Università del North Dakota edue anni dopo all’Università del Mississipi.

Dopo aver trascorso un breve periodo di vacanza a Cocconato, nell’agosto del 1925, mentre stava tornando in america, durante la navigazione sul piroscafo Provvidenza, decedeva per un improvviso malore, lasciando la giovane moglie e un figlio in tenera età.

Nel decennale della sua morte, per iniziativa di un comitato, fu scoperta la lapide con una solenne cerimonia, durante la quale il professor Enrico Martini rievocò le gesta del medico e soldato.

                                                                      ing. Franco Zampicinini